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Ferdinando Camon


La Terra è di tutti

La Terra è di tutti

La Terra è di tutti

Garzanti

Collana Narratori Moderni:
Prima edizione ottobre 1996;
Seconda edizione dicembre 1996.

Diavolette nere che cercano diavoli bianchi mettendo annunci sui giornali, preti che offrono angeli custodi in affitto a sei dollari l'ora, cinesi che invitano i viventi a pranzo con i defunti, missionari che sorvolano le foreste equatoriali appesi al deltaplano, mostri che spuntano come funghi da una terra infestata di Alien, tassisti con due corpi, missionari che mandano qui le africane per convertirle al cattolicesimo e quelle fanno da assistenti ai moribondi e li convertono al buddismo, maghi che dividono gli spiriti in squadre specializzate per le vergini, le semi-vergini e le non-più-vergini... Romanzo che contiene in sé tanti altri romanzi, La Terra è di tutti segue le avventure quotidiane di Giovanni Della Valle, cronista in un giornale locale. Sono vicende in apparenza banali, che potrebbero accadere a ciascuno di noi - e forse siamo già stati testimoni o protagonisti di casi di questo genere. Ma a volte tutto quel che non significa niente significa molto: basta guardarlo meglio...

 

«Sono capaci o no gli scrittori italiani di prendere la cronaca e di farla diventare materia di romanzo? Se dobbiamo giudicare da questo romanzo di Ferdinando Camon, la risposta è certamente sì».
"Il Foglio"

«Ho sempre ammirato gli scrittori che, consolidata la loro fama con opere degne del grande successo ottenuto, ributtano se stessi al largo, nelle vie incerte della provocazione e del divertimento. Credo sia il caso di Ferdinando Camon e del suo ultimo romanzo, La Terra è di tutti, con l'avvertenza però che qui il divertimento è tutto contratto sull'orlo di un baratro».
Nico Naldini
"La Nuova Venezia"
"Il Mattino di Padova"
"La tribuna di Treviso"

«Ma nella giornata del cronista Giovanni si apre anche e prende luce il filo della pietà e della poesia che è il succo sotterraneo e salutare della storia: è l'invenzione strampalata e dolcissima delle anime erranti che lasciano i corpi degli extracomunitari dormienti su una panca di stazione per andare a ritrovare la propria terra di origine, è la delusione dell'amore nel dialogo con Clodin, l'amante odiata».
Ferruccio Parazzoli
"Famiglia Cristiana"

«"Una voglia di vita che è un presentimento di morte" domina il "diario" di Camon, uno stordirsi, un divorarsi e un divorare che ha una pulsione necrofila, demoniaca. Avverte il tassista della Terra: „nel giorno in cui nascerà il figlio del diavolo finisce l'epoca cristiana. Dottore, siamo prossimi‰».
Bruno Quaranta
"La Stampa"

«Camon non offre soluzioni. Il suo protagonista guarda le cose come facevano Stanlio, Buster Keaton o Tati: uno stupore sgomento. E al lettore offre soltanto le soluzioni del riso e del divertimento intelligente, che non è certo cosa di poco conto, coi tempi che corrono».
Carlo Sgorlon
"Il Tempo"

«Questo libro è veramente uno dei migliori che Camon abbia scritto. Nuovo, non solo per gli argomenti, che del resto "s'infiltrano" comunque, ma per il tono sospeso tra ironia/sarcasmo e partecipazione/pietas. E poi con scoppiettii veramente straordinari, come le grandiose nozze tra antenati... ».
Andrea Zanzotto

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