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Ferdinando Camon

Gli islamici non integrabili vanno mandati via

 

Quotidiani locali del Gruppo "Espresso-Repubblica" 15 novembre 2015
 

 
 
Lo han sempre detto: «Attaccheremo l’Europa», e noi non gli credevamo. Lo han fatto, e siamo stupidamente sorpresi. Adesso ripetono: «Attaccheremo Roma». E noi stiamo preparando il Giubileo, che vuol dire buttare carne fresca davanti alle fauci dei lupi. Dicono: «Attaccheremo Londra», lo han fatto più volte, lo faranno ancora, e colpiranno dove nessuno se l’aspetta. La verità è semplice: sono in guerra con l’Occidente, e l’Occidente non sa difendersi. Non dovrebbero essere qui. Sono pattuglie del nemico infiltrate in casa nostra. Ci sono centinaia di migliaia d’islamici in Europa che odiano la civiltà europea, e dunque è stato un errore farli entrare senza selezionarli, stiamo pagando questo errore. Più gli concediamo, più pretendono. Pochi giorni fa abbiamo messo in discussione la visita di nostri studenti a una mostra d’arte sacra, perché si vedeva un Cristo di Chagall, e un ragazzo islamico può restarne turbato. Noi arriviamo a questo limite assurdo e autolesionistico, di rinuncia alla nostra tradizione, sacrificando il cuore del cuore della nostra civiltà, per venire loro incontro, e loro ci sparano addosso raffiche di mitra, ci scagliano bombe a mano, cantando a squarciagola «Allah-u-Akbar», Allah è grande. Ci fanno 150 morti in una notte. No, non possono stare qui. È stato un errore farli entrare, sarebbe un errore non mandarli via. Chi? Semplice: quelli che sono incompatibili con noi, che ci odiano e ci disprezzano, e vogliono ucciderci. Quanti sono? Tanti. Non sono solo i terroristi in azione. Sono tutti quelli che sono venuti qui non per vivere in mezzo a noi (benvenuti, fratelli), non per vivere a fianco di noi (benvenuti anche a voi, fratelli), ma per vivere contro di noi, per sabotare la nostra civiltà, la nostra scuola, le nostre città, e infine la nostra vita. Per fare guerra all’Occidente. Per portare dentro le nostre case il terrore. È questo che vuole il terrorismo.
Non ha senso meravigliarsi perché uccidono gente che non c’entra niente, tifosi allo stadio, ragazzi che ascoltano musica, turisti in un ristorante, cioè “innocenti”. Uccidere innocenti non è un danno collaterale del terrorismo, è il suo scopo fondamentale. Il terrorismo vuole creare terrore. Più numerose sono le vittime, più vasto è il terrore. Più innocenti sono le vittime, più acuto è il terrore. Il terrorismo islamico è del tutto particolare, perché massacrando infedeli, cioè non islamici, punisce comunque colpevoli, colpevoli di non essere islamici. Nella visione degli islamici stragisti, in questo momento davanti ad Allah si affollano le caterve dei morti di Parigi: i cristiani sono colpevoli di essere infedeli ad Allah e saranno maledetti, i fedeli islamici saranno tanto più premiati quanto più sono morti per la fede. Premiati, più di tutti, i kamikaze. E anche qui a Parigi c’è stato qualche kamikaze, che ha scagliato le granate nello stadio di calcio e s’è fatto esplodere. Lui è morto esattamente come quella ragazzina che, già con la cintura esplosiva avvolta intorno alla pancia, si faceva un filmetto da mandare alla mamma pregandola: «Mamma, non piangere, non vedo l’ora di bussare alle porte di Allah con i crani degli infedeli». Questo gruppetto, non poi tanto esteso, di terroristi che hanno messo in fiamme Parigi, in questo momento stanno bussando alle porte di Allah con 150 crani di noi infedeli. Ecco che cosa siamo noi europei per loro: crani con i quali bussare alle porte del paradiso e farsele aprire.
No, non possono stare in mezzo a noi. Dobbiamo mandarli via. Non sono soltanto i terroristi assassini, ma anche semplicemente gli ortodossi: già il fatto di essere islamici ortodossi, e non moderati, li rende incompatibili con le nostre Costituzioni, italiana, francese, spagnola, eccetera. Uno convinto che l’uomo valga più della donna non può vivere tra noi. È un nemico camuffato. Con questa idea in testa uno non dovrebbe ottenere la cittadinanza italiana o francese, insomma europea. Un islamico convinto che il fedele (cioè islamico come lui) valga più dell’infedele (cioè del cristiano) non può avere una cittadinanza europea. Ammettendoli in Italia, abbiamo fatto strame della nostra Costituzione. È ora di ristabilirla. Quando esplodevano quelle cronache mostruose, in cui in una famiglia d’islamici con cittadinanza italiana la figlia s’innamorava di un compagno di classe cristiano, e l’intera famiglia decideva di sgozzarla, il fratello la teneva ferma  e il padre le tagliava la gola, lì non c’era soltanto da processare padre e fratello, ma anche chi gli aveva dato la cittadinanza. Ci sono imam, come quello appena arrestato a Merano, che s’infiltrano nelle nostre città, si mimetizzano nelle aree multietniche, dove ci sono albanesi, kosovari, curdi, cercano di non farsi notare, e intanto reclutano via Internet martiri per la guerra santa. Se li scopri, arresti il capo. Gli altri 15-20 restano. Cosa faranno nel prossimo Giubileo? Lo hanno già detto: «Colpiremo con la preventiva certezza di colpire soltanto cristiani, e non fratelli di fede». Sono in guerra con l’Occidente. Abbiamo sbagliato per decenni nell’accoglierli senza alcuna selezione. La Francia paga oggi questo errore. Noi potremmo pagarlo presto, col Giubileo.

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