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Ferdinando Camon

La ragazza dell'acido, diventata madre, è un'altra donna

"La Stampa" 18 agosto 2015

 
Stanno per togliere il figlio appena nato a una madre condannata per aver sfigurato con l'acido l'ex fidanzato. Data la gravità della colpa, in molti avevano previsto questa conclusione. Anch'io, ma con una riserva: se una donna giovane commette una colpa pesante e merita una condanna pesante perché non è pentita, possiamo noi ritenere che quella donna non possa cambiare (cioè pentirsi) con l'esperienza della maternità? La domanda può anche essere un'altra: che cos'è la maternità? Gli uomini lo sanno? La mia risposta è "no".
Poiché sono uomo, includo nell'ignoranza anche me stesso: non sapevo cosa fosse la maternità, e per scriverci sopra un libro ("Il Super-Baby") ho fatto un lungo viaggio nei diari delle incinte, nelle scuole che frequentano (specialmente in America), nei libri e nelle riviste dedicate a loro. Quei nove mesi, nei quali per noi uomini non succede nulla, in realtà sono un intenso scambio non solo di nutrimenti, dalla madre al figlio, ma anche di messaggi, domande, risposte, emozioni, reazioni, sentimenti: un uomo diventa padre quando il figlio nasce, ma una donna diventa madre fin dal primo concepimento, e il figlio vive quei nove mesi in compagnia di parole, chiamate, segnali.
Non è vero che il figlio si forma nel silenzio, il figlio si forma accompagnato da un tamburo incessante, come un treno che batte sulle rotaie. Quel tamburo è il cuore materno. Il figlio è confortato dalla monotonia di quel rumore, gli dà sicurezza. Se la monotonia s'interrompe, il nascituro trema. Un'équipe americana stava osservando un nascituro, tranquillo nel suo spazio monotono, quando nello studio entrò il padre, e sbatté la porta. Il non-ancora-nato ebbe un tremito.
Scrivendo sulle donne incinte, ho scoperto la canzone di una incinta italiana, che quando il figlio scalciava lo cercava con la mano e pregava: «Santo Piero / dimmi il vero: / la testina dove sta? / Questa qui? / Questa qua?». E di una francese che di sera s'affacciava al cielo stellato  col piccolo nel pancione e gli spiegava: «L'étoile se promène / au dessus de ton lit, / régarde! Elle t'emmène / dans le bleu de la nuit».  
In America hanno provato a mettere musica nelle stanze dove stanno le, chiamiamole così, figlianti, e hanno fatto una scoperta: sentendo musica classica, il nascituro muove le mani, con la musica rock muove i piedi. Non chiedetemi spiegazioni. Non sono un ostetrico e neanche un musicologo, sono soltanto uno scrittore. Entrando negli spazi della maternità, dove si forma la vita, sono un ospite, forse neanche gradito. Ma credo che una scoperta del genere, una volta confermata dovrebbe avere influenza sullo studio della musica e sulla critica musicale.
Nei mesi prenatali il figlio assorbe dalla madre ciò che la madre assorbe dalla vita. Se la madre assorbe veleni, in senso fisico e reale, anche il figlio è avvelenato, in senso fisico e reale. Quegli ammonimenti che adesso stampano sui pacchetti di sigarette, "Il fumo danneggia il feto", dicono la verità. Ma se è facile capire questo rapporto chimico-fisico, non ci è altrettanto facile capire il rapporto neuro-psichico che corre tra la generante e il generato. Eppure, certamente una generatrice ansiosa o nevrotica immette ansia o nevrosi nel generato. Abbiamo sempre pensato che l'uomo sarà nel resto della vita quel che è nei primi 4-5 anni. A questi 4-5 anni dovremmo aggiungere i precedenti nove mesi. Che sono ancora più importanti. La maternità è una rivoluzione. Con la maternità nascono due vite nuove, quella del figlio e quella della madre. Non si è mai pentita, questa ragazza dell'acido? Ma era una ragazza. Adesso è una madre. Tanto più si pentirà e diventerà buona, quanto più starà col figlio. Se glielo tolgono, la vogliono proprio perdere.

PS. Sono arrivate numerose email di consenso e di dissenso. Stanno nella sezione "Dialoghi con i lettori". Chi non vuole la pubblicazione è pregato di dichiararlo.

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