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Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Orsi lupi volpi cinghiali falchi...: ci sono lettori che la pensano diversamente

Orsi e lupi, proteggerli o sterminarli?
24 agosto 2014
Egr. Sig. Ferdinando Camon, mi perdoni ma il suo articolo sugli orsi e i lupi sa solo di "politically correct" e di ipocrita opportunismo. Introdurre forzosamente lupi, orsi e cinghiali in un ambiente fortemente antropizzato, con pascoli da sempre liberi, a grande vocazione turistica familiare e vicino alla città -com' è la Lessinia- appare anche a prima vista una colossale idiozia. Non a caso i nostri avi se ne erano liberati un secolo e mezzo fa, con battute di caccia mirate durate un trentennio ; e più di una lapide alla memoria ricorda quanto questi animali fossero "innoqui". E poi va detto che questa reintroduzione è stata imposta con la forza e con l' inganno alla popolazione locale, che ne è per la quasi totalità assolutamente contraria!! Non mi pare proprio un bell' esempio di Pubblica Amministrazione, direi proprio di no!!!! (non la autorizzo a divulgare il mio nome e cognome, il resto si).

Egregio Dottor Camon, solo poche righe per dirle quanto abbia apprezzato il Suo articolo relativo al ripopolamento della fauna selvatica nel Triveneto da me letto, e nel mio piccolo condiviso, sull’Arena di Verona di domenica 24 agosto.
Mi ricordo quando, ragazzina, in vacanza in Val di Genova sentivo con dispiacere come l’orso stesse scomparendo e adesso c'è chi vuole sparargli!
Mi permetto di essere d’accordo con Lei: l’uomo deve stare attento quando esce dal suo ambiente naturale e si avventura in quello che lo è invece per orsi , lupi, volpi!
Sperando di non averla tediata e soprattutto di aver ben interpretato il senso del Suo articolo Le porgo distinti saluti.

Eugenia Laudanna. Eugenia Laudanna <eugenia.laudanna@gmail.com>

Non sono contrario alla reintroduzione di specie scomparse o in via di estinzione, purché fossero in passato già presenti in determinati luoghi.
Il vero problema, però; è che spesso non viene seguito un percorso razionale, volto ad esaltarne la presenza in un contesto però che tenga conto del territorio. Oggi ci sono meno terreni incolti di ieri e di conseguenza gli animali introdotti si adattano a vivere anche in mezzo alle colture, con gli inevitabili danni (vedasi i cinghiali che depauperano le colture della vite).
Il fatto che ora ci siano di nuovo orsi, lupi e cinghiali è apprezzabile da un punto di vista naturalistico, ma assai opinabile sotto l’aspetto economico.
Secondo me manca una vera politica di ripopolamento animale, soprattutto per quanto concerne le specie che per dimensioni non hanno naturali nemici; infatti si rischia un esubero dei soggetti rispetto alle possibilità del territorio e di creare più opportunità di contatto con le popolazioni che sono pure impreparate a convivere con le nuove specie. Questo è il tipico caso dell’orsa in Trentino, dove il cercatore di funghi mai e poi mai avrebbe dovuto avvicinarsi ai piccoli e infatti ha pagato l’avventatezza del suo gesto. Si rischia, inoltre, che l’esubero degli elementi della specie faccia loro perdere le caratteristiche innate, avvicinandoli ancor più all’uomo per la ricerca del cibo, come capita con orsi e lupi che rovistano nelle spazzature alle periferie dei paesi. Insomma il problema è quello dell’equilibrio e laddove gli animali sono troppi devono essere catturati, per ripopolare altre zone, in modo da ristabilire le giuste proporzioni. Da me si fa così con le lepri; abito nella zona di rispetto del Parco Naturale Mincio e il mio giardino confina con un campo coltivato, in cui sono presenti molte lepri, che non temono più l’uomo e quasi si lasciano avvicinare. D’inverno, con il freddo e con la neve, vengono a cercare da mangiare nel mio giardino e io cerco di venire loro incontro, ma per primo sbaglio, perché le leggi di natura devono essere sempre rispettate.

Renzo Montagnoli <renzo.montagnoli@gmail.com>

Gentile signor Camon, Le scrivo con il rispetto che si deve a chi la pensa diversamente.
Le risparmierò quindi le critiche, ma soprattutto le parole che vengono rivolte a chi la pensa come lei dalle mie parti. Le "mie parti" in questione sono quel di Boscochiesanuova nel cuore della Lessinia. Con la mia famiglia posseggo una seconda casa a Bosco fin dal 1972 e dire che conosco personalmente l' 80 % dei residenti non è esagerato.
Le dico questo perchè voglio farle capire che la mia non è una voce isolata ma rappresenta la maggioranza del paese, glielo posso garantire.
Al di là dei tanti discorsi retorici che si sentono sulla biodiversità ed il "bello" del selvatico le segnalo quanto segue:
1) La maggioranza della popolazione di Boscochiesanuova, nonchè gli allevatori... sono cotrari all' introduzione di animali pericolosi come lupi ed orsi.
2) Più di qualche turista quest' anno a chiesto agli albergatori se era sicuro andare per boschi. ( la stessa cosa mi risulta sia successa anche in Trentino...)
3) Chi faceva Jogging sui sentieri della lessinia (compresa mia moglie...) non lo fa più volentieri come qualche anno fa (per quel che riguarda mia moglie, ha smesso definitivamente)
4) Gli animali in questione (lupi ed orsi) erano già naturalmente scomparsi e sono stati reintrodotti forzatamente.
5) Ora si sta cercando di "forzare" l' opinione pubblica a favore di questo progetto assurdo e pericoloso per la sicurezza pubblica.
Le dico questo signor Camon semplicemente per dovere di cronaca e perchè ho il fondato sospetto che lei non conosca personalmente gli abitanti del loco ed i loro pensieri.
Ho inoltre il sospetto che lei non frequenti i sentieri dei boschi dellla lessinia da solo ( magari do notte... ) con la paura che all' improvviso le si pari davanti un orso o un branco di lupi. So che può sembrare eccessivo quanto le sto dicendo ma le assicuro che non lo è per niente. La gente ha paura e non so quanto tempo manchi al primo caso di aggressione con esito fatale. C' è mancato poco con quel cercatore di funghi ed è soltanto l' inizio.
Non è questione di SE ma casomai di QUANDO succederà che qualche essere umano (tanto disprezzato dai verdi...) ci lasci la pelle.
Le posso garantire che quando succederà la gente non adrà a caccia di lupi od orsi... ma di quelli che hanno causato questo stato di fatto.
Cordialmente,
Roberto Costantini <robertocostantini1969@gmail.com>

Buongiorno Ferdinando, consigliato da amici ho appena finito di leggere il suo articolo sulla pagina "Commenti" n. 7 del giornale "L'Arena" di ieri Domenica 24 agosto, dal titolo "Veneto, il bello del selvatico".
Sono un suo assiduo lettore ed ho letto nel suo articolo molte domande e molti dubbi, per cui ho ritenuto interessante scriverle per portarle risposte oltre che un altro punto di vista rispetto a quello che va tanto di moda oggi.
Intanto mi presento. Giuliano Menegazzi, perito e consulente agrario, consigliere comunale ad Erbezzo e consigliere della comunità montana della Lessinia.
Andiamo con ordine a tutte le sue domande che pone nell'articolo, alcune dandosi una risposta, altre no.
Partiamo dalla prima.
"La Natura delle Venezie, con questo reinsediamento di orsi e lupi e cinghiali e falchi e volpi, è peggiore o migliore"?
Naturalmente migliore, la risposta è già nella domanda ( questa domanda assomiglia molto a quelle poste nei sondaggi del L'Arena). Ma questo non significa che sia una cosa intelligente.
Anche se tornassero le paludi al posto di Jesolo, le foreste al posto dei vigneti e le praterie al posto di Verona o Vicenza o Padova, la natura sarebbe migliore, penso sia innegabile. Ma sarebbe stupido.
Anzi in questo momento sarebbe sempre più intelligente che liberare orsi e lupi, per almeno due motivi.
Primo i grandi predatori necessitano di spazi liberi e selvaggi che al giorno d'oggi non esistono. Per cui prima di liberare certi animali bisognerebbe ricreare zone Naturali che per la maggior parte sono occupate al giorno d'oggi da centri urbanizzati.
Secondo perchè quel poco di natura che esiste in Veneto è stata perlopiù mantenuta dai montanari e di questo ne sono ripagati con la liberazione di lupi sotto casa loro. Sarebbe più coerente che chi più a tolto alla natura (vedi gli esempi di prima : Jesolo, Verona, Vicenza, Padova ecc) fossero i primi a fare delle rinunce per un ritorno della natura.
Anche perchè ricordiamo che gli abitanti di tali città sono i primi entusiasti di questo ritorno dei grandi predatori sulle montagne. Ritorno però che pesa sulle spalle degli altri.
Oltre che stupido è anche dannoso perchè si va a mettere a repentaglio l'esistenza di una società montana, così come sta succedendo in tutte le zone dove il Lupo è arrivato prima che da noi.
Per cui la risposta corretta è "si la natura è sicuramente migliore con il ritorno di lupi e orsi, ma ciò è stupido ed anche dannoso".
Seconda domanda che si pone : perchè mai l'orsa sarebbe problematica? Perché andrebbe ammazzata?
Penso anch'io che l'orsa non andrebbe ammazzata. Andrebbe solo riportata nel suo Habitat naturale, da cui è stata rubata senza chiederle il permesso : la Slovenia.
Non è problematica l'Orso per questo singolo gesto, ci mancherebbe altro. Ma intanto è un inizio del problema, ed i problemi si sa sempre meglio risolverli alla radice.
40 o 50 orsi in Trentino sono troppi, e lo hanno capito anche a Trento.
Terza domanda che si pone " Si pensa forse introducendo gli orsi accanto agli uomini che gli orsi avrebbero imparato a rispettare la supremazia degli uomini?"
Certo che no.
Ma l'Orso come il Lupo ha capito che c'è uomo ed uomo.
E il suo ritorno è conseguenza della supremazia dell'uomo di città sull'uomo rurale.
Il secondo subisce, si lamenta (ma nessuno o pochi danno bado) non si può difendere, perché il primo glielo vieta. L'Orso ed il Lupo circolano tra le case di montagna, ma derisi e mazziati i montanari se li devono tenere senza diritto di parola.
Scommettiamo che appena il Lupo scenderà più a valle, magari verso le periferie delle città, il problema verrà subito affrontato?
La domanda corretta sarebbe dovuta essere : "introducendo lupi e orsi l'uomo di montagna ha imparato la sua debolezza e la supremazia della società urbanizzata o servono altre dimostrazioni di forza?"
Dimostrazione è che appena si è parlato di cattura l'orsa Trentina, c'è stata una manifestazione a Pinzolo con quasi tutta gente venuta da città.
Infine una considerazione ed una domanda che faccio io a lei.
La considerazione : lei dice" gli orsi ed i lupi non saranno problematici quando attaccheranno l'uomo nelle zone abitate di montagna".. ma già la loro presenza è disastrosa, non servono attacchi diretti all'uomo.
L'uomo che abita in una contrada a 1000 metri o più di quota, come ultima famiglia rimasta, faticando a tirare a fine mese con la sua azienda agricola, ultimo baluardo di convivenza con la natura, dopo il secondo o terzo attacco, risarcimenti o non risarcimenti (altro tema piccante da affrontare però eventualmente in altra email) chiude e se ne va, abbandonando sempre più territorio.
L'uomo che stufo della misera (dal punto di vista umano e naturale) e caotica vita di città vorrebbe venire a vivere in montagna con i suoi figli piccoli ( fenomeno che per fortuna sta già avvenendo se pur in numeri ancora troppo piccoli), invece di venire a vivere in una contrada sperduta , battuta la lupi e orsi, andrebbe a vivere al lago o in collina (scelta infelice perché negli ultimi 400 anni il maggior numero di sbranamenti sull'uomo sono avvenuti sotto i 500 metri di quota).
Tutto ciò significherà la morte della montagna, così come la conosciamo. Sarà una morte lenta ma dolorosa. Questa è la mia triste considerazione.
La domanda. Nonostante la quarantennale protezione delle leggi nazioni, il boom di presenze di Lupi e Orsi è avvenuto con l'avvento di plurimilionari contributi europei. Più che una biodiversità mi sembra una artificiale-diversità. Come tale è certo che sia equa come lei dice a fine articolo? O serve solo per compiacere beneficiari dei milioni europei (molti più di quelli che può pensare e tutti molto potenti) oltre che la coscienza dell'uomo urbanizzato, consapevole di avere distrutto la Natura a casa sua, ma volenteroso per salvarla dove vivono gli altri?

p.s. nella contrada dove abito a 1140 m.s.l.m., sono avvenuti sbranamenti di animali di ogni tipo nella contrada sotto, nelle malga sopra, nei terreni a fianco. Secondo lei le mamme che tengono i figli in casa alla sera invece di farli uscire a correre nei parti, sono delle povere sprovvedute visto che finora non ce mai scappato il morto o sono delle mamme con un po di sale in zucca? Supponendo che la prima risposta sia valida anche per lei, perché dovrebbero restare a vivere in montagna quando un po' più giù ci sono comode villette attaccate a centri commerciali e caselli autostradali, senza problemi di orsi che girano?
cordialmente
Menegazzi Giuliano "mene75@libero.it" <mene75@libero.it>

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