Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Orsi lupi volpi cinghiali falchi...: la Natura è più bella?

"L'Arena" 24 agosto 2014

Articolo richiesto per la nascita di 7 cuccioli di lupo sui monti della Lessinia


Sono nati sette lupacchiotti in una sola cucciolata, sui monti della Lessinia, da un lupo balcanico e  una lupa italica.  Gli animali non si fanno tante domande sui matrimoni fra connazionali o immigrati. Da tempo gli animali feroci stanno crescendo nei boschi delle Tre Venezie, e ci stiamo domandando  se non siano un pericolo per la nostra sicurezza. Abbiamo introdotto gli orsi, facendoli arrivare dalla Slovenia, la madre-patria della quale hanno un'evidente nostalgia, visto che alcuni di loro, muniti di radiocollare, vanno e vengono attraverso il confine di Stato. Quando li abbiamo introdotti erano dodici, adesso si calcola che siano una quarantina. Dispersi nei boschi del Trentino, del vicentino, del bellunese. Il Friuli e la Venezia Giulia sono zone di transito, l'Altopiano è ormai un'area di insediamento e di riproduzione. «L'operazione di ripopolare i boschi delle Venezie con gli orsi è andata bene – han detto i responsabili qualche mese fa -, è giunto il momento di ripeterla con i lupi». I lupi non dovremo importarli dall'estero, potremo farli salire dall'Abruzzo. Basta volerlo. La stessa operazione con i cinghiali è già compiuta, anzi è andata fin troppo avanti: nei Colli Euganei sono così numerosi e aggressivi, che è pericoloso passare a piedi per i sentieri, e perfino passare in auto per le stradine dentro i boschi. Sono ghiotti di uva, e quando sta per maturare la vendemmiano loro un mese prima degli uomini. Con questa aggravante: per addentare un grappolo ne distruggono dieci. I ristoranti del luogo hanno introdotto nel menù il prosciutto di cinghiale, ma il ritmo con cui crescono i cinghiali resta sempre superiore alla loro eliminazione: ormai segnano il paesaggio, aprono buchi nelle siepi, scavano solchi nel granoturco, sono incontenibili. Anche le volpi sono una presenza numerosa nei monti delle Tre Venezie. Domenica scorsa ho pranzato presso una signora amica, che ha la casa tra il Cadore e l'Agordino, e gli ospiti si passavano uno con l'altro foto di volpi, nel disc dei cellulari: volpi che s'aggirano intorno alle ville, da sole o col seguito dei volpacchiotti, tutti bellissimi, fulvi e snelli, con la coda ampia come un ventaglio e gli occhi scintillanti. Ci sono anche linci, e perfino sciacalli. In alto girano i falchi, scrutando il pollame. Qualche rara aquila. Sono stato alla malga Pramper un giorno di questo agosto e un'aquila roteava in cielo, ci sono tornato la mattina dopo e ancora un'aquila, ma non la stessa, ci spiava dall'alto. I falchi sono ladri: conosco un montanaro che aveva otto-dieci galline, non ne ha più neanche una. Gli amministratori che volevano introdurre la "biodiversità" nelle Venezie, ormai ci son riusciti. Ma non ditemi che è giunto il momento di fare marcia indietro. Non ditemi che il segnale è stato quell'orsa che, nei boschi del Trentino, ha graffiato e morso un cercatore di funghi. Non ditemi che, a partire da quell'orsa, il programma di ripopolamento dei boschi va azzerato. Se la domanda è: “La Natura delle Venezie, con questo  reinsediamento di orsi e lupi e cinghiali e falchi e volpi, è peggiore o migliore?”, la risposta dev'essere: “È migliore”. L'uomo non è più solo, e questo è bene. L'uomo deve stare attento, e anche questo è bene. L'uomo non è più un dittatore della Natura, ammesso che mai lo sia stato. L'uomo deve avere verso la Natura un senso di rispetto e di cautela. Il programma di reintroduzione degli orsi non aveva nulla di sbagliato, e nell'incontro del cercatore di funghi con la neo-mamma orsa non è accaduto nulla di innaturale o allarmante: l'uomo ha intravisto due cuccioli di orso abbracciati e addormentati, invece di andarsene cautamente e silenziosamente si è nascosto dietro un albero per spiarli, la mamma-orsa s'era allontanata un po' ed era alle sue spalle, vedendo che le spiava i figli ha avuto paura che glieli portasse via, s'è lanciata contro di lui con le zampe graffiandogli la schiena e un polpaccio, e con la bocca gli ha morso uno scarpone. L'uomo s'è difeso con i pugni, breve lotta e (poiché il cuore non gli è scoppiato) rapida fuga. Perché mai la bestia sarebbe "problematica"? Perché mai andrebbe ammazzata? È una femmina-madre, anche le femmine-madri della razza umana difendono i loro figli così, e quelle che non lo fanno dovrebbero imparare a farlo. Si pensava forse, introducendo gli orsi accanto agli uomini, che gli orsi avrebbero imparato a rispettare la supremazia degli uomini? Questa non sarebbe biodiversità, sarebbe una bioidentità. Gli orsi saranno "problematici" quando entreranno nei villaggi, non per mangiare un asino o una pecora ma per aggredire un uomo. Quando assalteranno un campo di scout. Ma finché ci lasciano i nostri figli, e ci chiedono di lasciargli i loro, è un patto equo. Rispettiamolo. La mamma-orsa del Trentino non va ammazzata. E neanche catturata. Va, semmai, premiata.

PS. Eventuali e-mail di consenso o dissenso vanno tra i "Dialoghi con i lettori". Chi non desidera che la propria email sia pubblicata, è invitato a dichiararlo. Chi taglia questo articolo e lo incolla nel proprio blog, è tenuto a citare il sito di provenienza, www.ferdinandocamon.it

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2005 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register