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Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Escono 5 ebooks


L’editore Garzanti diffonde dall’inizio di giugno 5 ebooks di Ferdinando Camon (quattro romanzi e tutte le poesie, dal 1964 ad oggi, in volume unico). Alcuni giudizi:
 
Su “Un altare per la madre”:
«Attention: chef-d’oeuvre».
«L’Express»
 
«A sublime work of art».
Raymond Carver
 
«Per dirla con parole di Michelangelo Antonioni, è “tecnicamente dolce”».
Alberto Moravia
 
«Qui non sono più, come in Foscolo, i “forti” o i “prenci” a farla da protagonisti, lo è un’umile donna espressa dal mondo contadino, un’“ultima” appunto, qualcuna che non viene dalle pagine dei classici, viene dritta dai Vangeli; e questo ci aiuta a capire come mai, pur nascendo da diversi cieli e pur tra tante differenze, la protagonista del libro di Camon ci appaia, ad esempio, sorella della Diodata del Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga; ma soprattutto ci guida, per sentieri tolstoiani, sulle tracce d’un’altra indimenticabile creatura anch’essa di matrici contadine e cristiane, quella Matrjona di cui Solzenitsyn scrive, a conclusione del suo racconto: “Le eravamo vissuti tutti accanto e non avevamo compreso che lei era il Giusto senza il quale, come dice il proverbio, non esiste il villaggio. Né la città. Né tutta la terra nostra”. È un racconto non solo bello e forse perfetto questo di Camon, ma dei più altamente religiosi che io abbia letti negli ultimi tempi».
Mario Pomilio
 
«Penso ad Aurora di Murnau, dove il mondo contadino americano è visto da un tedesco, cioè da un confinante di Camon, con effetti straordinari di mistero (...). Così, severo ma con un giusto di dolcezza, il volto della “madre” di Camon è degno delle madri di Cima da Conegliano, pittore non veneziano, veneto di terraferma».
Attilio Bertolucci


Su “Il canto delle balene”:
«Raramente, molto raramente mi avviene di leggere racconti così «giusti» nella misura e negli intendimenti, così vivaci, della rapidità e leggerezza di un «conte philosophique».
Leonardo Sciascia

Sulle poesie “Dal silenzio della campagne”:
«Demoniaca poesia francescana».
Pier Paolo Pasolini
 
Su “La cavallina, la ragazza e il diavolo”:
«La parola “campagna”, per Ferdinando Camon, racchiude nelle sue tre sillabe l’orizzonte, la
storia, la casa, la vita, la morte, come le conchiglie mantengono nel fondo dei loro labirinti la
voce del mare».
Giulio Nascimbeni, «Corriere della Sera»
 
Su “La mia Stirpe”:
 «Brillante e potente, politicamente scorretto, divertente e profondo».
Pietro Spirito
 
«Affacciandosi dalle regioni remote d'una cultura atavica, attraversando la nostra disperata e nichilistica contemporaneità, una grande e commovente domanda di Senso arriva ad incalzarci».
Massimo Onofri
 
«È un nuovo Albero degli zoccoli. Con una leggerezza di scrittura rara e una densità di sentimenti e di affetti che si partecipano a chi legge; e anche con una tenerezza insolita (penso soprattutto alle pagine finali con Monica e Marina). E con tocchi d’ironia che increspano l'epos dello scoscendere delle generazioni. Credo sia il libro di una vecchiaia finalmente riconciliata, dove la santità delle vicende individuali si confronta con le tragedie della storia più grande in maniera naturale, con la spontaneità e l'appropriatezza di ciò che è «giusto», di chi si fa carico del proprio destino subordinandolo a un senso che non si discute».
Gianandrea Piccioli

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