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Ferdinando Camon

Elezioni in Francia: paura dell'Europa e dell'Euro

Quotidiani locali del Gruppo "Espresso-Repubblica" 25 marzo 2014

 
 
La parola che ricorre più spesso nei giornali francesi per spiegare la svolta a destra dell’elettorato è “paura”. I francesi votano il loro partito di destra perché si sentono in pericolo e vogliono “salvarsi e difendersi”. È un istinto di protesta e di difesa che scatta  in tutta Europa. In Spagna si è appena svolta una massiccia protesta per le piazze della capitale, contro il governo della nazione e il governo dell’Europa: gli spagnoli sentono che l’austerità imposta dall’Europa e applicata dal loro governo li strangola, e vogliono salvarsi. Decine di feriti tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Nel Veneto si è appena concluso un referendum on-line, non valido sul piano costituzionale, ma indicativo dell’umore della gente: il risultato è stato all’89 % per il sì, i veneti vogliono l’indipendenza dall’Italia, ma nei discorsi pre-elettorali si rivendicava anche il diritto di staccarsi dall’Europa e uscire dall’euro. E perché? Per “difendersi e salvarsi”. L’Europa e l’euro ci soffocano. L’idea del soffocamento è data dal fatto che si sta male e non si sa come uscirne, gli strumenti forniti dalla Costituzione Europea o dalle costituzioni dei singoli Stati non offrono una possibilità di liberarsi dai vincoli: annunciando la vittoria del “sì” al referendum per l’indipendenza del Veneto, colui che l’aveva organizzato ha accennato ai 70  miliardi di euro di tasse che la regione versa ogni anno allo Stato, ai 50 che tornano dallo Stato in forma di servizi, e ai 10 che lo Stato scarica sulla regione come quota regionale del debito nazionale. Il problema della sperequazione delle tasse e dei servizi e dell’interminabilità del debito nazionale, che ricevemmo dai nostri padri e che lasceremo ai nostri figli, non è in via di soluzione e nemmeno d’impostazione. Il distacco dalla nazione sarebbe un modo per uscirne, certo, ma questo modo non esiste, il referendum mostra il problema e lo lascia lì. Il referendum è un brivido di protesta. Tutta l’Europa è percorsa da brividi di protesta contro l’impostazione costituzionale, politica ed economica che la sorregge. L’affermazione della Destra di Marine Le Pen è l’ultimo episodio. Il partito di Marine Le Pen non è più smaccatamente xenofobo come gliel’aveva lasciato il padre, però lei ha battuto su alcuni tasti: “Non siamo più a casa nostra in questa Francia”, “Non abbiamo più i valori tradizionali”, “La polizia è impotente”, “La Giustizia è inefficiente”, “L’euro ci ha impoveriti”, “Quest’Europa è fatta per la Germania”. Veri per la Francia, questi slogan sono veri per l’Italia. Un francese su tre è d’accordo con queste accuse. Credo che in Italia il consenso non sarebbe molto diverso. E non importa se questi due grandi paesi hanno avuto più di un governo di sinistra: il fatto è che quando un governo imposta la sua linea sul rigore dei conti pubblici, da portare in bilancio con ogni mezzo, anche se c’è chi non ce la fa e s’impicca, con quel gesto colloca lo Stato al di sopra del cittadino e l’Europa al di sopra dello Stato. Migliora ad altissimo costo economico ed umano (indebitamento delle famiglie, restrizione dei consumi anche alimentari, disoccupazione giovanile, fallimento delle imprese, degrado delle città e dei monumenti…), il bilancio statale, ma porta al disastro le situazioni delle famiglie, moltiplica il precariato, spegne la ricerca il progresso e la produzione. Il partito di Marine Le Pen in Francia ha avuto questo grande successo predicando la lotta contro l’emigrazione, che viene a rubare il lavoro ai più poveri della nazione, il protezionismo economico, l’uscita dall’euro, la corruzione, le tangenti, l’impoverimento. Sono malanni presenti anche in casa nostra. Su vasta scala. L’entrata in Europa pareva la salvezza da questi mali. Invece si sta vedendo qualcosa che nessuno aveva previsto: la paura di questi mali diventa paura dell’Europa, e difendersi e salvarsi da questi mali vuol dire difendersi e salvarsi dall’Europa. Il voto francese non è un campanello d’allarme per la Francia, ma per l’Europa. Perciò riguarda tutti. Specialmente noi italiani. Specialmente noi italiani del Nord.

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