Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Siamo i meridionali d'Europa, topi della Svizzera

Quotidiani locali del Gruppo "Espresso-Repubblica" 11 febbraio 2014

 
È tutta una questione di leghisti, i leghisti di qua, italiani, e i leghisti di là, svizzeri. I leghisti svizzeri hanno condizionato il referendum, ponendo un limite al numero dei lavoratori stranieri che possono entrare e lavorare in Svizzera. Tra questi lavoratori stranieri ci sono anche, e soprattutto, gli italiani, i frontalieri, che passano la frontiera al mattino e rientrano a casa di sera. Sul lavoro in Svizzera, e sulla paga che ricevono, basano la sopravvivenza della famiglia. Sono utili alla Svizzera? Utilissimi: Francia, Germania, e insomma l’Europa calcolano che, senza questi lavoratori, il prodotto interno lordo della Svizzera calerà di 1,2 miliardi di franchi all’anno. Come dire che il benessere della Svizzera dipende da questo lavoro, che è prezioso, competente, e mal pagato. Questi lavoratori lombardi vanno di là, e si accontentano di questa bassa paga, perché di qua non avrebbero niente. I leghisti svizzeri non li hanno mai sopportati. Al tempo dei governi di Berlusconi e Tremonti, apparve sulla stampa svizzera una campagna spregiativa verso i lavoratoi italiani, composta di servizi scritti e disegni, insomma vignette, in cui si vedevano dei topi che uscivano dai buchi di tre monti, e rubavano il buon formaggio svizzero. Che il formaggio svizzero sia buono, lo sappiamo tutti. Che i tre monti stessero lì a simboleggiare il nostro ministro Tremonti, ci voleva poco a capirlo. La maggior resistenza noi italiani la incontravamo a spiegarci quei topi, animali sozzi, sporchi, che vivono nei buchi, e portano malattie, in particolar modo la peste. Ci domandavamo: chi sono i topi? Eravamo noi: noi, i nostri lavoratori di giornata, i nostri frontalieri, erano sentiti e descritti, dagli svizzeri, come animali lerci e ladri. Rispetto a quella campagna, il referendum di questi giorni fa un passo avanti: mette uno stop all’entrata dei topi.
I topi italiani che rubano il formaggio svizzero, e il referendum che mette un tetto all’entrata dei lavoratori stranieri in Svizzera, vengono dalla stessa concezione che prima ho chiamato “leghista”, per cui nell’umanità ci sono classi a diritti pieni e classi a diritti limitati. I leghisti nord-italiani pensavano di appartenere alle prime classi, e di relegare i nostri meridionali alle ultime. Ma quando la divisione tra uomini a pieni diritti, e uomini a diritti ridotti o nulli, colpiva gli ebrei, un intellettuale ebreo lanciò un ammonimento che non dobbiamo mai dimenticare, disse: “On est toujours la juif de quelqu’un”, si è sempre l’ebreo di qualcuno, ognuno è sempre l’ebreo di un altro. Ed ecco: noi, orgogliosi lavoratori del Nord, siamo i meridionali della Svizzera, per decenni abbiamo trattato i lavoratori meridionali come indegni di salire al Nord e lavorare in casa nostra, e adesso gli svizzeri non ci fanno entrare nei loro confini, ci contingentano, ci fanno capire che, meno siamo, e meglio loro stanno. Quando noi del Nord alzavamo ostacoli contro l’arrivo dei meridionali (niente case in affitto, posti di lavoro peggiori, se possibile stipendi differenziati…), c’erano alcuni che sui giornali si domandavano: ma che razza d’Italia è questa? È una nazione civile? Cristiana? Umana? Adesso la situazione si evolve, una piccola ricca ordinata nazioncina, famosa per i prati i pascoli i formaggi e gli orologi a cucù,  chiude i confini ai lavoratori “polacchi” e simili, tra i quali rientriamo anche noi italiani, e allora la domanda dev’essere: ma che razza d’Europa è mai questa? Dov’è la libera circolazione degli uomini? Dov’è il diritto d’immigrazione di chi sta male e vuole star meno male? Che ne è del Trattato di Schengen? Che cosa significa la formula ”libero scambio” in Europa, se le persone non possono muoversi? La Svizzera ha un’idea svizzera, non europea, della soluzione dei problemi. Noi con la Svizzera abbiamo in sospeso il grande problema dei capitali esportati illecitamente: miliardi e miliardi di euro italiani sono in Svizzera. Stiamo trattando. Trattare con la Svizzera è difficilissimo. È chiaro perché.

PS. Eventuali e-mail di consenso o dissenso vanno tra i "Dialoghi con i lettori". Chi non desidera che la propria email sia pubblicata, è invitato a dichiararlo. Chi taglia questo articolo e lo incolla nel proprio blog, è tenuto a citare il sito di provenienza, www.ferdinandocamon.it

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2005 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register