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Ferdinando Camon

Poesia contadina sul Totocalcio

Postata il 2 dicembre 2013


 
Il Totocalcio

Il padre è steso incosciente
con la bocca spalancà
senza denti
sul letto di morte,
il figlio gli stringe forte
la mano: «Opà,
mi senti?»,
ma quello niente.
 
«Opà, morirai fra un’ora
e vedrai le cose prima
che accadano: allora
torna a dettarmi la schedina.
 
Fammi sentire un ton
per la vittoria interna,
due ton per la trasferta,
e fammi sentire un tic
se devo segnare una x.
Vieni a trovarmi di sabato,
io sarò sempre all’erta».
 
Mette schedine su schedine
combinando sistemi,
spende soldi senza fine
ma non vince mai premi.
 
La madre protesta: «Falla finita
con tutte queste spese,
è giusto che lui ti faccia dispetto,
perché non gli portavi rispetto
quand’era in vita».

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