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Ferdinando Camon

Morire per Al Qaeda, nuova Legione Straniera

"L'Arena" 19 giugno 2013
 




Un ragazzo genovese di 23 anni è morto in Siria combattendo insieme con gli insorti contro le truppe regolari. Ci lascia un mare di domande: s’era convertito all’Islam da quattro anni, quindi da quando ne aveva 18, siamo una terra di reclutamento? Appare in filmati su You Tube, recita il Corano in perfetto arabo, con la cantilena degli imam, dove ha studiato? Espone un’ideologia forsennata, che gli occidentali sono in Iraq per sradicare l’Islam ma che il Profeta li distruggerà, e ogni volta che pronuncia il nome “Profeta” lo accompagna con una litania venerante. Chiama “fratelli” gli islamici. Elogia gli estremisti ceceni. Veste in tunica e turbante. Appare in tutto e per tutto un perfetto islamico, che sia italiano lo si deduce dal passaporto. La polizia di Damasco afferma di avere notizie precise sugli occidentali convertiti all’Islam, sono alcune decine, e gli italiani solo 6-7. Perché lo fanno? Perché questo ragazzo solido, robusto, di bell’aspetto, nel fiore dell’età, ha mollato famiglia e patria, e s’è tuffato in una guerra caotica, dove si muore a caso e si uccide a caso? C’è qualcosa, nella sua breve vita, che può spiegare questa fuga dalla propria civiltà?
Sì, c’è. In patria era già ricercato dalla polizia, potevano arrestarlo da un momento all’altro. Aveva reati internazionali, terrorismo, arruolamento, era in una di quelle situazioni dalle quali una volta si cercava scampo rifugiandosi nella Legione Straniera, pronti a uccidere e morire per cause altrui. Si abbracciava un’altra patria. Questo ragazzo genovese ha abbracciato un’altra religione, un’altra civiltà. Sono fenomeni di “fuga da qualcosa”, più che di “corsa verso qualcosa”. La Siria in questo momento non è una terra dove siano visibili due cause, una buona e una cattiva, ma ognuna delle due parti ha azioni da nascondere, interessi da negare. Chi osserva la guerra da fuori non può augurarsi che vinca questa parte o quella, ma che tutto finisca al più presto. I ragazzi italiani come questo, che corrono là a sparare, hanno una conoscenza esterna, lacunosa e partigiana della guerra, e dove se la sono fatta? In Internet. Sono indottrinati da Internet, visitano i siti della guerriglia (molti oscurati, ma non tutti), sono reclutati via Internet, vanno là e sanno dove convergere e a chi unirsi. Purtroppo per loro, lo sa anche la polizia. Fanatici e inesperti, sono i primi a cadere. Come questo 23nne. La Legione Straniera li avrebbe usati in un secondo momento, dopo una lunga preparazione. La guerriglia li brucia subito. Se ci credono, per loro la Causa Santa è tutto. Per la Causa, loro non sono niente.

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