Pubblicità - Advertisement
Il sito ufficiale di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

Stuprate la Kyenge!

Quotidiani locali del Gruppo "Espresso-Repubblica" 14 giugno 2013
 



 
Una leghista padovana ha sfogato ieri un istinto subumano, pubblicando su Facebook una frase belluina contro il ministro Kyenge: “Ma mai nessuno che se la stupri, così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna”. Cerchiamo di capire questa frase, che è sintatticamente scorretta. L’autrice vuol dire: “Stupriamola, così da farle capire cos’è uno stupro. Se non lo facciamo, è una vergogna nostra”. La politica veneta si chiama Dolores Valandro, nome che resterà nella storia. Era già sospesa dalla Lega, ed entro ieri sera doveva essere espulsa, ma intanto ha detto quel che ha detto. Il problema non è “se va espulsa”, “che cultura politica ha questa donna”, ma è come mai una donna con una testa così viene accolta in politica, diventa membro di un partito, scrive come portatrice di un  pensiero. Le si toglie la tessera della Lega? Ma lei continuerà a dire stronzate del genere, animalesche e sgrammaticate. Non illudiamoci, tutti noi italiani, leghisti o antileghisti, per il solo fatto di essere italiani ci facciamo una figura da trogloditi oggi, sulla stampa del mondo, dove questo sproloquio sarà titolato così: “Una politica italiana incita qualcuno a stuprare una ministra di colore del suo governo”. Gira e rigira, il succo è questo. Che questa politicante leghista perda la tessera del partito non ci salva da niente. Ci salverebbe se perdesse la cittadinanza italiana. È quel che merita e che io spero. E qui lo chiedo.
La politicante padovana commentava la notizia, trovata su un sito specializzato in notizie di reati commessi da cittadini stranieri, di un tentato stupro di un immigrato africano a danno di due ragazze di Genova. La leghista, consigliere di quartiere a Padova, postava quella frase sulla sua pagina di Facebook, assisteva sbalordita alle reazioni, e la toglieva quando arrivava la minaccia di espulsione. Il problema è come questa donna sia stata accolta in politica. In politica, in una certa politica, in un partito, comportamenti come questo vengono puniti se fanno scandalo, premiati se portano voti. Bossi fa scandalo ma porta voti, Borghezio fa scandalo ma porta voti. Sono censurati e premiati insieme. Dietro l’incitamento a stuprare la ministra Kyenge c’è l’incitamento del fondatore della Lega a sparare cannonate sui barconi, e a mettere nel cesso la bandiera. C’è l’invito agli immigrati a tornare a casa con la spiegazione: “Non abbiamo fatto l’Italia per darla a Bongo Bongo”. C’è la sparata europea, a Bruxelles, dell’onorevole Borghezio, l’insulto contro una razza: «I meticci sono un obbrobrio perché inquinano la differenza tra le etnie, gli antirazzisti italiani sono ignoranti e raccontano idiozie». Dove il senso è: se sono inaccettabili i meticci, quasi-neri, figurarsi i neri-neri. Tutta questa linea politica segna una congiungente tra destra leghista e destra nazista, e infatti Borghezio si vanta di “essere sempre stato di destra”, anzi “più a destra di Dio”, che è una frase astuta e maligna per dire che chi sta a destra ha un Dio vicino e benedicente, Gott mit Uns. Il razzismo si vena di misticismo. Borghezio è stato espulso, ma non illudiamoci: in una prossima tornata elettorale, le espulsioni diventano medaglie al valore, attirano voti al nome e alla lista. È questo il problema. Dietro a queste sparate c’è un settore di opinione pubblica che le accetta e si sente gratificato, e dunque le premia. Il vero problema è questo sottofondo razzista, questo veleno che scorre nel sangue della nazione, per cui un nero nel nostro Parlamento è un oltraggio, e se un nero commette un reato in casa nostra tutti i neri presenti sul nostro territorio sono colpevoli e vanno linciati. Essendo la Kyenge una donna, il migliore linciaggio per lei è lo stupro.

PS. Eventuali e-mail di consenso o dissenso vanno tra i "Dialoghi con i lettori". Chi non desidera che la propria email sia pubblicata, è invitato a dichiararlo. Chi taglia questo articolo e lo incolla nel proprio blog, è tenuto a citare il sito di provenienza, www.ferdinandocamon.it

Contattare il webmaster | design © 2005 A R T I F E X
© 2001-2005 Ferdinando Camon.
Ai sensi della legge 62/2001, si precisa che il presente sito non è soggetto all'obbligo dell'iscrizione nel registro della stampa, poiché è aggiornato a intervalli non regolari. Il sito è ospitato da Register