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Ferdinando Camon


 

Cent'anni fa nasceva Moravia: è la porta dell'Esistenzialismo

"La Stampa - Tuttolibri " 1 dicembre 2007


 
Pensavamo che Alberto Moravia avrebbe avuto, nelle storie letterarie, non un paragrafo, ma un capitolo. Oggi non lo legge nessuno. Sbagliavamo noi ieri o sbagliano i lettori oggi? Sbagliano i lettori oggi. I quali non è che lo leggono e lo rifiutano, ma non lo conoscono proprio. Il loro non-leggerlo non è un giudizio, è un'ignoranza. In Francia vantano Sartre e Camus come scopritori della decadenza borghese, la borghesia che vomita il mondo (Sartre, "La nausea"), il borghese che se muore sua madre muore un'estranea (Camus, "Lo straniero"). Ma ben prima Moravia aveva scoperto la vera malattia della società borghese, l'apatia ("Gli indifferenti"). La porta, attraverso la quale la letteratura europea entra nell'esistenzialismo, è Moravia. Visto che i giovani non sanno niente di Moravia, non gli consiglio tante opere, e non "Gli indifferenti". Gli consiglio un romanzo breve sul problema dei giovani, la scoperta della vita e del sesso: "Agostino", poche pagine, psicanaliticamente ineccepibili. Sesso, violenza, guerra, famiglia, stupro, religione, terrorismo, in Moravia ogni azione è sottoposta non a giudizio, ma ad analisi. I "Racconti romani" sono assoluti capolavori sulla vita della borghesia romana. Romana vuol dire uffici e ministeri. Per avere la fabbrica e l'azienda, bisogna aspettare i narratori del Nord. La borghesia romana di Moravia ha un lavoro ma non lavora, i leghisti la definirebbero "oziosa-viziosa". Moravia la studia, non la condanna. Se un uomo fa una cosa, ci sono mille ragioni per cui deve fare quella cosa, l'uomo non ha potere su quelle ragioni. Se fa un omicidio, non ha senso condannare l'assassino: "Chi ha ucciso Pasolini?" si domandava Moravia, e rispondeva: "Nessuno". Con ciò rifiutava il Cristianesimo, che rispondeva: "Il Male". Se a uccidere è il Male, tu puoi-devi condannare. Ma se a uccidere è Nessuno, tu non puoi fare niente. E infatti Pelosi è fuori, Maso lavora in una segheria, Erica gioca a pallacanestro. La crisi dei valori è in realtà l'epoca moraviana. In questi giorni abbiamo tre-quattro delitti mostruosi in ballo, al momento del giudizio i giudici non applicheranno il codice, applicheranno Moravia. Voi giovani potete non leggere Moravia, ma ci vivete dentro. Leggete "L'uomo come fine". E visto che viaggiate tanto, ricordate una cosa: se andate nel Sahara senza leggere le "Lettere dal Sahara", capirete poco, se invece leggete quelle lettere, capirete molto. Anche senza andarci.

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