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Ferdinando Camon


Per il Direttore e per Brunetto
 
20 aprile 2017  
 
Non è amore
 
Di Ferdinando Camon
 
 
Lei è miss Romagna, una ragazza bellissima, come sono tutte le miss (e non solo loro, ma tutte le ragazze ventenni), e il fidanzato, geloso e sadico e comunque stupido, le ha spruzzato in faccia dell’acido, per deturparla. L’acido le ha mangiato e scavato e gonfiato la faccia. Prima era impossibile guardarla da quanto era bella. Adesso è difficile guardarla ricordando la bellezza perduta. Sfregiare una ragazza bella, nel fiore della sua giovinezza, significa voler colpire una persona in ciò che più la distingue, la rende unica, amata dagli altri e da se stessa: è come tagliare le mani a un pittore, o la lingua a un cantante. È un gesto che indica, in chi lo compie, non soltanto odio o ostilità, ma anche malvagità. Ha un senso, naturalmente, e si può spiegare, psicologicamente, il fatto che il fidanzato di una ragazza bellissima, possessivo e geloso, nel momento in cui la perde o teme di perderla voglia sfregiarla. Perché sfregiandola si vendica per essere stato attratto e conquistato, per essersi legato, per aver subìto il fascino. Lei è bella, la sua bellezza è un oltraggio, va oltre la norma, e l’oltraggio va punito. È amore? Certo che no. È tutto il contrario. Amare vuol dire voler bene, cioè volere il bene della persona amata. Ma se sei in grado di sfregiarla, o di bruciarla (com’è successo in altri casi) o di accoltellarla, il tuo non è amore, ma possesso, voglia di dominio, egoismo. La miss Romagna, che si chiama Gessica Notaro, è andata in tv, ieri sera, da Maurizio Costanzo, per mostrare il suo volto distrutto e dare la sua spiegazione: “Questo non è amore”. Certo che no, Gessica. Lui voleva averti come un bell’oggetto di sua proprietà, mostrarti in giro, far bella figura, vantarsi, ma così facendo voleva il “suo” bene, non il tuo. Amava se stesso, non te. Non era disposto a sacrificarsi per te, ma a sacrificarti per lui. E infatti così ha fatto: per vendicarsi, ha distrutto la tua bellezza fisica. Per fortuna, tu hai un’altra bellezza: d’intelligenza, di carattere, di voglia di vivere, di insegnare al mondo, perfino (e siamo al limite del troppo) di perdonare. “Io non lo odio”, dici, “ma voglio che veda il male che mi ha fatto”, e vai in tv a mostrare il tuo volto. Pensi che vedendo il male che ti ha fatto, lui provi rimorso, e pensi che il rimorso sia la sua giusta punizione. Potrebbe anche non essere così. Potrebbe darsi che lui non provi rimorso, che non abbia questa nobiltà di sentimenti. Dico questo peché vedo nel suo atteggiamento i tratti del sadico. Ti ha bruciato la pelle, la carne nuova che vien su non regge il cloro, e tu facevi l’addestratrice di delfini in piscina. Non puoi più entrare in acqua. Le ha pensate tutte, il malvagio. No, non è amore. Lui non ti merita. È uno straniero, adesso è in carcere e poi sarà espulso. Meglio così. Non merita di vedere te, né alcun’altra delle nostre ragazze. (fercamon@alice.it)


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