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Ferdinando Camon



19 ottobre 2019
 
Pazzesca idea di Grillo: togliere il voto agli anziani

Di Ferdinando Camon
 
È violenta e anche volgare la nuova idea di Grillo: togliere il voto agli anziani. Dice che senza di loro la politica migliorerà, perché gli altri votanti, i giovani e i maturi, votano con responsabilità, in quanto sanno che le conseguenze del voto cadranno su di loro. Se sono buone, ne godranno. Se sono sbagliate, le sconteranno in prima persona. Votano per il futuro. Gli anziani non hanno futuro, e dunque votano solo per il presente. Fanno una politica miope. Sono politicamente dannosi. Perciò è saggio porsi la domanda: se gli togliessimo il voto, non sarebbe meglio?
No, non sarebbe meglio, è un’idea balorda. Però è una domanda coraggiosa, perché la società invecchia, gli anziani sono sempre più numerosi, e ci vuole un bel coraggio, per uno che fa politica, uscirsene con una battuta contro una categoria sempre più numerosa di votanti. Grillo è politicamente sprovveduto? Sbaglia di grosso? Ma no: lui pensa che perdere voti tra i più anziani sia accettabile, se acquista voti tra i più giovani, in una fase storica in cui stanno per andare a votare anche i giovanissimi, addirittura i sedicenni. Grillo non precisa qual è l’età in cui gli anziani è meglio che non votino: a chi pensa? Agli ultraottantenni, agli ultrasettantenni? O, come alcuni intendono, agli ultrasessantacinquenni? Dunque il voto dei sedicenni è lungimirante, costruisce il futuro, mentre il voto dei settantenni o ultra è retrogrado, è figlio del passato?
Pazzesco. E completamente sbagliato. Se c’è una categoria di cittadini che pensa sempre, ossessivamente, ai giovani, al futuro dei giovani, al loro lavoro, alla possibilità che si facciano una famiglia, alla loro indipendenza economica, alla loro felicità, sono i nonni. Pagano anche, di tasca propria, per la realizzazione di questo sogno. La loro pensione è diventata un sussidio per i nipoti. Nelle famiglie, il futuro dei figli è programmato e sostenuto ormai più dai nonni che dai padri. Ma dove vive Grillo? Nella sua splendida villa da riccastro non ha contatti col mondo? Anche l’educazione e l’istruzione dei figli è nel pensiero dei nonni: se il figlio deve scegliere una facoltà, i nonni se ne preoccupano e ne discutono come e più dei genitori, s’informano sulla valutazione dell’università, della facoltà, perfino dei professori. Riempiono le loro giornate nel procurarsi i dati. Cercano la scuola media superiore e poi, se possibile, gli studi successivi o il lavoro, con esperienza, con pazienza, sanno se la situazione adesso è cambiata rispetto al passato, sanno cosa fa il governo attuale rispetto al governo passato. Sanno sempre per chi votare. E tengono sempre in conto l’interesse dei nipoti, forse proprio perché un interesse personale in ballo non c’è più. Perciò il voto dei nonni è informato e importante. Valutarlo zero è stolto. Bisognerebbe invece moltiplicarlo per il numero di nipoti. Hai due nipoti? Il tuo voto vale per tre.

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