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Ferdinando Camon


Per il Direttore
 
12bis giugno 2019
 
Raddoppiano le pene per le truffe agli anziani
 
Di Ferdinando Camon
 
 
Arriva il raddoppio delle pene per le truffe agli anziani. Finalmente! Finora sparivano nel reato generico di truffa, ed erano punite con una breve carcerazione e una piccola multa, adesso costituiscono una particolare forma di circonvenzione d’incapace, la circonvenzione di anziani, e vedono raddoppiata la carcerazione minima, da un anno a due, e la pena pecuniaria, da 50-1000 euro a 500-2.000 euro. È giusto? Sì. Ci voleva? Sì. È sufficiente? No.
La truffa agli anziani è facile, comoda, redditizia. Perciò è diffusa. È una professione, c’è gente che non fa altro che questo, e guadagna bene. Ci sono truffe ingegnose, come le vendite di case o terreni, che magari sono rare, ma ci sono truffe facili, come le vendite di enciclopedie o di prodotti per la casa, che sono molto più frequenti, praticamente quotidiane. E ci sono i furti. I truffatori sono organizzati, prima di setacciare un quartiere s’informano sugli anziani che vi abitano, casa per casa, e passano in un’ora in cui è logico pensare che in casa vi siano solo gli anziani. Suonano ed entrano con la scusa più banale, per esempio dicendo che in quello stabile c’è una fuga di gas e loro devono controllare se i tubi perdono. A questo scopo indossano la divisa della compagnia del gas, con tanto di berretto con la visiera, e magari portano anche il cartellino col nome sul taschino: quale anziano gli rifiuta di entrare? Gli anziani non solo gli permettono di entrare, ma lo gradiscono pure, perché avere gente in casa (gente garantita, che indossa un’uniforme) è un rimedio contro la solitudine, e la solitudine è la grande malattia che accompagna la vecchiaia. Il vecchio sta male ed è una facile preda per i truffatori non perché è vecchio ma perché è solo. In questi anni sono molto diffuse le truffe sentimentali, dette anche truffe romantiche, che consistono nell’ingannare donne anziane e sole promettendo loro amore e matrimonio, allegando una fotografia (rubata) di qualche uomo aitante e ancora giovane, che però in questo momento ha un problema a muoversi, ha bisogno di 900 euro, se la donna glieli manda lui piomberà a incontrarla. Ci sono donne che hanno sborsato fino a 10 o 20 o 30 mila euro, prima di accorgersi che era una truffa. Intervistate da ”Chi l’ha visto?” rispondono: “Magari era l’ultima occasione della vita, perché perderla?”. Non si fanno riprendere in faccia dalla tv, ma solo di spalle. Perché si vergognano. Ed è questa la peggiore conseguenza delle truffe agli anziani: la vergogna. La vergogna li accompagna fino alla morte. E spesso la accelera. Han raddoppiato le pene? Bene, ma è ancora poco.  

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